lunedì, Novembre 28, 2022
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    CARO GOVERNO, LE IMPRESE CREPANO. ORA, NON DOMANI, DEVI AIUTARLE

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    Dalle parti del governo hanno qualche difficoltà a capire che le imprese stanno crepando. Proprio non si rendono conto di quel che accade con la situazione economica.

    Intanto fioccano le iniziative, che chiameremo di autodifesa, come le petizioni popolari. Su change.org ne abbiamo trovata una che racconta un dramma autentico.

    Imprese al collasso, governo fermo

    Una ristoratrice riferisce la sua avventura. Terribile.

    “Dopo le chiusure nel lockdown ho cercato di salvare la mia attività con forza ed entusiasmo, lavorando ogni giorno a ritmi disumani.

    Ma poi è arrivato un nuovo lockdown mascherato e da tre mesi il ristorante è precipitato nuovamente nel buio.

    La stangata finale è arrivata con l’ultima bolletta…. Raddoppiata!”.

    Ma il governo nicchia mentre di imprese nelle stesse condizioni ce ne sono una marea. Sono bombe sull’economia italiana, ma a Palazzo Chigi non hanno ancora deciso che fare.

    Dice la ristoratrice: “Un imprenditore può fallire se non è capace di svolgere il proprio lavoro”. E non se arriva una bolletta che non lascia scampo.

    Non smettiamo di scriverlo. Arrivano bollette con aumenti che vanno in media dal 100 al 400% grazie anche allo sciacallaggio delle aziende fornitrici di gas e luce che possono applicare tariffe allucinanti.

    Aumenta la povertà

    Ma questo avviene solo in Italia perché in altri paesi dell’UE le bollette sono spesso irrisorie creando uno squilibrio enorme tra imprenditori italiani ridotti allo stremo e imprenditori di altri paese europei che possono svolgere la propria attività di impresa senza essere mangiati dalla tassazione che in Italia è la più alta in assoluto.

    Le imprese in Italia sono in ginocchio.

    Molte famiglie ridotte in povertà.

    Le imprese fornitrici di energia e gas stanno invece realizzando degli extra profitti incredibili e ingiusti.

    E’ lo Stato che deve intervenire con forza, perché è inaccettabile quello che sta accadendo e non certo per colpa di chi finora ha offerto lavoro e non è responsabile degli aumenti. È il momento di varare un decreto che aiuti imprese e famiglie. Ora, non domani o dopodomani.

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