lunedì, Novembre 28, 2022
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    SPALLETTI IN CONFERENZA: “VITTORIA MERITATA, EVITANDO LE TRAPPOLE PREPARATE DALLA ROMA. QUALITÀ? CE L’HA ANCHE LA ROMA! OSIMHEN? GIOCATORE TOP. SU GAETANO…”

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    Altra impresa del Napoli che espugna ancora una volta l’Olimpico e batte la Roma. A breve le parole di Luciano Spalletti in conferenza stampa.

    Intelligenza o cinismo?

    “C’è soddisfazione, c’era soddisfazione nello spogliatoio perchè l’abbiamo vinta come pensavamo di poterla vincere. La squadra doveva saper sfruttare quelle poche occasioni che la Roma avrebbe concesso, per fare questo non bisogna cadere nelle trappole che ci avevano preparato. Abbiamo mantenuto un ordine che non ha permesso a loro di sfruttare le trappole che aveva disseminato per il campo”.

    Il gol di Osimhen è una perla

    “Il gol di Osimhen è un pezzo di bravura da calciatore top, quale lui è. L’errore di cinque minuti prima è un pezzo di non bravura, quello di cinque minuti prima era più facile. L’ha calciata benissimo sul gol, ma l’ho visto cresciuto molto. Vuole spesso fare l’eroe su ogni pallone, invece stasera ha anche aspettato il calciatore a sostegno e ci ha permesso di sviluppare tante azioni. Il gol è eccezionale, c’è da dire che anche Politano gliel’ha data bene”.

    Sulla grande qualità della rosa

    “La qualità non l’abbiamo solo noi. Ci sono rose ampie, vogliamo vedere quelle di Roma, Inter, Milan e Juve? Sono stati bravi quelli che si sono fatti trovare pronti entrando in gara, bravi Kim e Juan Jesus a pulire palloni, sono stati maestosi. Gara vinta meritatamente, la squadra ha sfruttato i pochi episodi che la Roma ci ha concesso”

    Che rapporto ha avuto con la gestione della partita dell’arbitro?
    “Sono stato sempre buono e fermo. Quando mi ha ammonito stavo dicendo a Jesus come comportarsi. Roma? Me l’aspettavo così, hanno preparato bene la gara, andando a giocare velocemente sulle due punte”.

    Sulla prova di Gaetano e dei subentrati
    “Era una gara incerta, quindi era difficile fare i cambi. Sono stato tentato dal mettere Raspadori, poi ho deciso di lasciare lo stesso sistema. Probabilmente i ragazzi che sono entrati sono stati bravi a interpretarla, abbiamo una squadra molto coinvolta anche sulla qualità del compagno. Non si pensa solo alle proprie qualità ma si riconoscono anche le qualità del compagno. C’è questa compattezza che, se riusciremo a mantenerla, ci darà dei vantaggi. Gaetano? È un talentino, lo sanno tutti. Ha fatto bene alcune cose, si è fatto trovare sorpreso da alcune come al limite dell’area quando poteva darla a Kvara che magari gliela ridava. È sintomo di carattere ma anche di non saper ancora leggere certe situazioni”.

    In estate i tifosi erano un po’ arrabbiati. Ora 11 vittorie di fila, primo in campionato e in Champions. Lo sapeva già da quest’estate?
    “C’è di mezzo lavorare dalla mattina alla sera, per portare in fondo e fare la sintesi di un discorso. Si va al campo, si tenta di dire delle cose, di far crescere la squadra, di metterla in condizione di sviluppare un calcio di qualità. Posso dire di sì o di no, ma in entrambi i modi direi delle bugie, altrimenti non avrebbero valore le persone che lavorano qui dalla mattina alla sera”.

    Che messaggio è per il campionato? Che effetto le fa vedere il Napoli come la squadra da battere?
    “Dà il segnale di aver vinto 11 partite, con la prossima che sarà ancora più difficile per quello che è ciò che si porta dietro e perché involontariamente le nostre vittorie rafforzano da un punto di vista di attenzione il prossimo avversario. Dobbiamo essere bravi a mantenere la testa lucida e pulita. Si vede che poi perdendo un pallone banale come stasera abbiamo dovuto fare queste corse a perdifiato per ricomporci dentro l’area di rigore e a intercettare i tiri da fuori e non si sa mai come va a finire. C’è da lavorare con più forza, serietà, ricerca di essere più completi e precisi”.

    Dieci punti dalla Juventus, otto dall’Inter, sette dalla Roma, tre dal Milan. Come definisce la stagione del Napoli fin qui?
    “Il titolo è che i titoli non si vincono dopo undici partite, si vincono a maggio, a giugno, ad agosto. Quando finisce il campionato, si vincono. Mantenere i piedi per terra. Zero presunzione, zero atteggiamenti da fenomeni, si va, si mangia il nostro panino in treno e domattina c’è allenamento perché mercoledì c’è il Maradona pieno”.