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Un Vinile Storico tra le Mani

Il Mio Canto Libero 1972

Trovandosi davanti un vecchio vinile, ci si può sentire subito catapultati indietro nel tempo, in un’era dove la musica era il cuore pulsante della cultura giovanile. E, se quel vinile porta con sé il titolo “Il Mio Canto Libero” di Lucio Battisti, si tratta senza dubbio di un pezzo di storia. Quando tieni tra le mani quel vinile dell’epoca, senti il peso di una delle opere più influenti della musica italiana, quei pezzi storici di tuo padre.

Pubblicato nel 1972, “Il Mio Canto Libero” è uno degli album più amati e riconosciuti di Battisti, una fusione di melodie coinvolgenti, liriche profonde e sperimentazioni musicali. Collaborando strettamente con Mogol, Battisti ha consegnato un’opera che si distingue per la sua autenticità e profondità emotiva.

La traccia eponima, “Il Mio Canto Libero”, è forse uno dei brani più iconici dell’intero repertorio di Battisti. È una canzone sull’amore, sulla libertà e sulla ricerca di significato nella vita. Le parole “Tu che mi fai cantare, quante canzoni hai inventato per me… Nell’aria, scivola e vien giù” risuonano come un inno a quella libertà di espressione e di sentimento che Battisti cercava costantemente nella sua arte.

Il pezzo inizia con un delicato intro pianistico, per poi aprirsi in un crescendo emotivo alimentato dalla voce distintiva di Battisti. La canzone si trasforma in un viaggio, un’avventura attraverso le sfaccettature dell’anima umana, ed è proprio questo che la rende tanto universale e senza tempo.

“Lo ho in vinile dell’epoca”, una frase che può far sorridere chi l’ascolta, ma che racchiude un mondo di ricordi e sensazioni. Un vinile non è solo un oggetto, ma un frammento di storia, un pezzo di un’epoca che ha segnato una generazione. E “Il Mio Canto Libero”, con la sua bellezza e profondità, rimane uno di quegli album che, ogni volta che si ascolta, ci riporta indietro, a quei giorni d’oro della musica italiana. Un tesoro da conservare e da riascoltare, ancora e ancora.

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